L'Anella Olímpica e la torre di Calatrava

Why is it significant?

Eccoti sulla grande spianata dell'Anella Olímpica, l'anello olimpico: davanti a te si alza una torre bianca che sembra una lancia, o un atleta piegato all'indietro con la fiaccola in mano. Intorno, vasche d'acqua, colonne, e da un lato una cupola grigia che pare il guscio di una tartaruga gigante.

Key Facts

PlaceL'Anella Olímpica e la torre di Calatrava
AddressCarrer de Pierre de Coubertin, 08038 Barcelona, Spain
Geo Coordinates41.36430, 2.15060
Part of WalkBarcellona sul Montjuïc: dall'Expo del 1929 al sogno olimpico
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Eccoti sulla grande spianata dell'Anella Olímpica, l'anello olimpico: davanti a te si alza una torre bianca che sembra una lancia, o un atleta piegato all'indietro con la fiaccola in mano. Intorno, vasche d'acqua, colonne, e da un lato una cupola grigia che pare il guscio di una tartaruga gigante.

La torre è la Torre de Comunicacions di Santiago Calatrava, l'architetto valenciano dei ponti bianchi. Alta circa centotrentasei metri, fu costruita per trasmettere in tutto il mondo le immagini dei Giochi del 1992. La sua inclinazione non è un capriccio: si dice che l'asta sia orientata in modo da funzionare come una gigantesca meridiana, con l'ombra che scorre sulla piazza. E guarda la base: è rivestita di trencadís, il mosaico di cocci di ceramica, un omaggio a Gaudí.

Quella cupola grigia è il Palau Sant Jordi, il palazzetto progettato da Arata Isozaki, lo stesso dell'ingresso del CaixaForum, ricordi? Fu inaugurato nel 1990 e il suo tetto ha una storia da cantiere spettacolare: venne montato a terra e poi sollevato con martinetti idraulici fino alla sua posizione, come un ombrello che si apre piano piano. Durante i Giochi ospitò la ginnastica, e da allora ha visto concerti di quasi tutte le star del pianeta.

Ma perché proprio qui, sul Montjuïc? Perché Barcellona sognava le Olimpiadi da sessant'anni. Lo stadio che vedrai tra poco era stato costruito per l'Esposizione del 1929 anche con quel sogno in testa, e la città si candidò ai Giochi del 1936. Li perse: nel 1931 il Comitato Olimpico Internazionale scelse Berlino. Due anni dopo, in Germania, Hitler salì al potere, e quei Giochi diventarono la sua vetrina.

Barcellona dovette aspettare fino al 17 ottobre 1986, quando a Losanna il presidente del CIO, Juan Antonio Samaranch, barcellonese di nascita, pronunciò il nome della sua città. In quel momento tutta questa collina cominciò a trasformarsi. Ora attraversa la spianata verso est, lungo le vasche: lo stadio è lì, con la sua facciata del 1929.

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