Prinseneiland e la Galgenstraat

Why is it significant?

Hai appena attraversato il terrapieno della ferrovia, e il rumore della città si è spento di colpo. Sei sul Prinseneiland: un'isoletta di magazzini alti e stretti, ponti levatoi bianchi, barche ormeggiate con le piante sul ponte e biciclette appoggiate a ogni ringhiera.

Key Facts

PlacePrinseneiland e la Galgenstraat
AddressGalgenstraat, 1013 LT Amsterdam, Netherlands
Geo Coordinates52.38550, 4.88750
Part of WalkAmsterdam segreta: dalla Curva d'Oro ai cortili nascosti del Jordaan
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Hai appena attraversato il terrapieno della ferrovia, e il rumore della città si è spento di colpo. Sei sul Prinseneiland: un'isoletta di magazzini alti e stretti, ponti levatoi bianchi, barche ormeggiate con le piante sul ponte e biciclette appoggiate a ogni ringhiera. Sembra un villaggio di pescatori finito per sbaglio dentro una capitale.

Le Westelijke Eilanden, le Isole Occidentali, furono create artificialmente all'inizio del Seicento, strappando terra all'acqua dell'IJ: Bickerseiland, Realeneiland e Prinseneiland. Erano il retrobottega industriale del Secolo d'Oro, con cantieri navali, depositi di legname, fabbriche di corde e di catrame, e magazzini per il grano, il sale e le spezie. Prendono il nome dalle famiglie di mercanti che le possedevano, i Bicker e i Reael, e, nel caso di quest'isola, dal principe d'Orange.

Ora leggi il nome della via che attraversa l'isola: Galgenstraat, la via della forca. Non c'era un patibolo qui. Il nome viene da ciò che si vedeva guardando a nord, oltre l'acqua dell'IJ: il campo della Volewijk, dove i corpi dei giustiziati venivano esposti sulle forche, ben visibili dalle navi che entravano in porto. Un avvertimento per chiunque arrivasse in città... e un panorama decisamente poco romantico per chi abitava qui.

Guarda i magazzini: ognuno ha la sua porta di carico per piano, la trave con il gancio in cima, e spesso un nome dipinto sulla facciata, come una nave. Quando nell'Ottocento e nel Novecento il porto si spostò più a est e i cantieri chiusero, queste isole rimasero quasi vuote. Poi, piano piano, i magazzini furono trasformati in case, laboratori e studi d'artista, e le isole diventarono uno dei segreti meglio custoditi di Amsterdam.

Qui il tempo scorre al ritmo dei ponti che si alzano per lasciar passare una barca. Cammina verso nord-est, attraversa il piccolo ponte levatoio bianco che collega quest'isola alla vicina, e raggiungi la banchina affacciata sull'acqua aperta: è l'ultima tappa, e ha il nome più semplice del mondo.

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