Università di Vienna: il cortile delle arcate
Why is it significant?
Davanti a te si allunga una facciata solenne, di pietra chiara, che sembra uscita da una città italiana del Cinquecento: finestre incorniciate, statue, una loggia al centro in cima a una doppia rampa.
Key Facts
| Place | Università di Vienna: il cortile delle arcate |
|---|---|
| Address | Universitätsring 1, 1010 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.21310, 16.36070 |
| Part of Walk | Vienna sul Ring: l'Opera, i grandi musei e i palazzi della Ringstraße |
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Davanti a te si allunga una facciata solenne, di pietra chiara, che sembra uscita da una città italiana del Cinquecento: finestre incorniciate, statue, una loggia al centro in cima a una doppia rampa. È la sede principale dell'Università di Vienna, e dietro quella porta ti aspetta uno dei cortili più belli della città.
L'università è molto più antica del palazzo. La fondò nel 1365 il duca Rodolfo IV, detto il Fondatore, ed è oggi la più antica università ancora attiva del mondo di lingua tedesca. Questo edificio, invece, lo costruì Heinrich von Ferstel tra il 1877 e il 1884, e scelse il Rinascimento italiano perché era lo stile della rinascita del sapere. Entra, se è aperto, e cerca l'Arkadenhof, il grande cortile ad arcate.
Sotto i portici si allineano decine di busti e lapidi di professori celebri, medici, fisici, giuristi. Per oltre un secolo furono tutti uomini: le donne poterono iscriversi alla facoltà di filosofia solo dal 1897, e i primi busti di scienziate sono arrivati nel cortile soltanto nel 2016. Tra loro c'è Lise Meitner, la fisica che contribuì a spiegare la fissione nucleare.
Qui scoppiò anche uno dei più grandi scandali artistici di Vienna. L'università aveva commissionato a Gustav Klimt tre grandi quadri per il soffitto dell'aula magna, la Filosofia, la Medicina e la Giurisprudenza. Quando nel 1900 fu mostrata la Filosofia, decine di professori firmarono una protesta: corpi nudi, caos, nessuna luce della ragione. Klimt restituì il compenso e si riprese le tele. Finirono in un castello della Bassa Austria, dove un incendio le distrusse nel maggio del 1945. E non va dimenticato che nel 1938 migliaia di studenti e docenti furono cacciati da queste aule perché ebrei o oppositori.
Ora esci e gira a sinistra, attraversando il piccolo parco intitolato a Sigmund Freud, che qui studiò medicina. Davanti a te si alzeranno due guglie di pietra chiara, sottili come merletti.