Belvedere inferiore: la casa di Eugenio di Savoia
Why is it significant?
Entra dal cortile del Rennweg e cammina verso il palazzo basso e lungo, elegante, con le statue sul tetto. È il Belvedere inferiore, la casa dove abitava d'estate uno degli uomini più potenti d'Europa. E qui la storia parla un po' italiano. Il padrone di casa era il principe Eugenio di Savoia.
Key Facts
| Place | Belvedere inferiore: la casa di Eugenio di Savoia |
|---|---|
| Address | Rennweg 6, 1030 Wien, Austria |
| Geo Coordinates | 48.19670, 16.37910 |
| Part of Walk | Vienna d'arte: da Otto Wagner a Klimt, tra Karlsplatz e il Belvedere |
| Generated | Generated |
Entra dal cortile del Rennweg e cammina verso il palazzo basso e lungo, elegante, con le statue sul tetto. È il Belvedere inferiore, la casa dove abitava d'estate uno degli uomini più potenti d'Europa. E qui la storia parla un po' italiano.
Il padrone di casa era il principe Eugenio di Savoia. Nato a Parigi nel 1663, apparteneva al ramo dei Savoia-Carignano, e sua madre era Olimpia Mancini, nipote del cardinale Mazzarino. Piccolo, gracile, destinato alla carriera ecclesiastica, chiese a Luigi XIV di entrare nell'esercito francese. Il re lo respinse... e fu uno degli errori più costosi della storia di Francia.
Eugenio passò al servizio degli Asburgo nel 1683, l'anno in cui gli ottomani assediavano Vienna, e diventò il più grande generale del suo tempo. Vinse gli ottomani a Zenta nel 1697, i francesi a Höchstädt nel 1704, e nel 1706 liberò Torino assediata, al fianco del cugino Vittorio Amedeo II di Savoia. Con la gloria arrivò la ricchezza, e con la ricchezza i palazzi.
Per questa residenza scelse Johann Lukas von Hildebrandt, un architetto nato a Genova nel 1668, figlio di un ufficiale tedesco al servizio della Repubblica. Il Belvedere inferiore fu costruito tra il 1712 e il 1716. Dentro ci sono la Sala di marmo, il Gabinetto d'oro tutto specchi e dorature e una sala decorata a grottesche, e accanto l'Orangerie, dove d'inverno si proteggevano gli agrumi. Il grande affresco del soffitto della Sala di marmo, che celebra il trionfo del principe, è di Martino Altomonte, un pittore nato a Napoli. E il principe teneva perfino un serraglio di animali esotici.
Eugenio non si sposò mai. Alla sua morte, nel 1736, tutto passò a una nipote, che vendette i palazzi agli Asburgo. Il nome Belvedere, parola italiana, arrivò dopo, e descrive proprio quello che vedrai tra poco. Ora esci sul lato del giardino e comincia a salire lungo il viale centrale, tra fontane, statue e siepi tagliate al millimetro.