Žofín e l'Isola Slava

Why is it significant?

Attraversa il ponticello e sei su un'isola: viali alberati, panchine sull'acqua, barche a remi e pedalò legati al pontile, e in mezzo un palazzo chiaro ed elegante, con l'aria di aspettare ancora l'orchestra della sera. È Žofín, sull'Isola Slava, Slovanský ostrov.

Key Facts

PlaceŽofín e l'Isola Slava
AddressSlovanský ostrov 226, 110 00 Praha 1, Czechia
Geo Coordinates50.07900, 14.41280
Part of WalkPraga, Piazza Venceslao e la Città Nuova: la passeggiata delle rivoluzioni
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Attraversa il ponticello e sei su un'isola: viali alberati, panchine sull'acqua, barche a remi e pedalò legati al pontile, e in mezzo un palazzo chiaro ed elegante, con l'aria di aspettare ancora l'orchestra della sera. È Žofín, sull'Isola Slava, Slovanský ostrov.

Per secoli qui c'era soltanto un lembo di terra fatto dalla Moldava, dove lavoravano i tintori di stoffe, tanto che lo chiamavano l'isola dei Tintori. Nell'Ottocento fu sistemata, vi si costruì una sala per feste e prese il nome di Žofín in onore dell'arciduchessa Sofia, la madre del futuro imperatore Francesco Giuseppe. Divenne il salotto di Praga: concerti, balli, conferenze, il posto dove la nuova borghesia ceca andava a farsi vedere.

Ma il momento che ha dato all'isola il suo nome attuale arrivò nel giugno 1848. Mentre l'Europa era in rivolta, qui si riunì il Congresso Slavo, guidato dallo storico František Palacký: delegati cechi, slovacchi, polacchi, croati, serbi, ruteni, decisi a chiedere all'Impero dignità e diritti per i popoli slavi. Il congresso non arrivò alla fine: fu interrotto dall'insurrezione di Pentecoste, e il generale Windischgrätz fece bombardare la città.

L'isola prese il nome di Isola Slava solo nel 1925, nella Cecoslovacchia indipendente, quasi ottant'anni dopo quel sogno interrotto. E alla sua punta meridionale c'è un contrasto bellissimo: la vecchia torre dell'acqua di Šítek, con il suo tetto a cipolla, e attaccato a lei il palazzo Mánes, bianco, funzionalista, tutto vetro e linee dritte, costruito negli anni Trenta per l'associazione di artisti che porta lo stesso nome. Quasi cinque secoli di differenza, a un passo di distanza.

Siediti un momento sulla riva e guarda il fiume: le anatre, i cigni, i tram che scorrono sul lungofiume. Poi torna sulla terraferma e cammina verso sud lungo Masarykovo nábřeží: all'angolo con il ponte successivo ti aspetta un palazzo che sembra essersi messo a ballare.

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