I prati dell'Isar: un fiume di montagna in città

Why is it significant?

Scendi fino all'acqua e ascolta: l'Isar qui non mormora, scroscia. È un fiume di montagna in piena città, verde chiaro e freddissimo, che corre tra sponde di ghiaia e prati in pendenza dove, appena esce il sole, compaiono asciugamani, biciclette e qualche libro aperto.

Key Facts

PlaceI prati dell'Isar: un fiume di montagna in città
AddressLuitpoldbrücke, 80538 München, Germany
Geo Coordinates48.14280, 11.59380
Part of WalkMonaco di Baviera verde: il Giardino Inglese e le rive dell'Isar
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Scendi fino all'acqua e ascolta: l'Isar qui non mormora, scroscia. È un fiume di montagna in piena città, verde chiaro e freddissimo, che corre tra sponde di ghiaia e prati in pendenza dove, appena esce il sole, compaiono asciugamani, biciclette e qualche libro aperto.

Il nome Isar è antichissimo, probabilmente celtico, e secondo molti studiosi significa qualcosa come la rapida, l'impetuosa. Per secoli il fiume è stato l'autostrada delle Alpi: sulle zattere di tronchi scendevano verso Monaco legname, pietre, merci e perfino passeggeri. Ancora oggi, d'estate, grandi zattere cariche di gente in festa, con tanto di musica e barili di birra, scendono il fiume da Wolfratshausen fino all'approdo di Thalkirchen, alla periferia della città.

Ma l'Isar sa anche essere crudele. Nel settembre del 1899 una piena eccezionale fece crollare due ponti di Monaco. Da allora gli argini sono stati alzati e rafforzati, e a monte della città le dighe trattengono l'acqua; eppure, dopo un temporale sulle Alpi, il fiume si gonfia in poche ore, cambia colore e ricorda a tutti chi comanda.

Nel Novecento l'Isar fu chiusa tra argini rigidi, raddrizzata, sfruttata per l'energia. Poi, tra il 2000 e il 2011, Monaco fece una cosa rara per una grande città: le restituì un po' di libertà. Con il progetto chiamato Isar-Plan, lungo circa otto chilometri a sud del centro, i muri di pietra furono sostituiti da rive naturali, isolotti di ghiaia e pendii dolci. Il fiume ricominciò a disegnarsi il letto da solo, e i monacensi ricominciarono a sedersi sulle sue rive.

Un consiglio da amico: anche quando l'aria è calda, l'acqua resta gelida e la corrente è più forte di quanto sembri, quindi goditela con i piedi, non con un tuffo. Ora risali sulla strada e segui la Prinzregentenstraße verso ovest: dopo poche centinaia di metri vedrai una piccola folla affacciata a un parapetto. Lì sotto, qualcuno fa surf.

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