Lenbachhaus: una villa toscana per il Cavaliere Azzurro

Why is it significant?

Davanti a te c'è una villa gialla con logge, balaustre e un giardino all'italiana: sembra trasportata di peso dalle colline di Firenze. Accanto, quasi a farle da contrappunto, un volume moderno rivestito di tubi metallici color oro.

Key Facts

PlaceLenbachhaus: una villa toscana per il Cavaliere Azzurro
AddressLuisenstraße 33, 80333 München, Germany
Geo Coordinates48.14690, 11.56350
Part of WalkMonaco di Baviera, Atene sull'Isar: Königsplatz, Gliptoteca e le Pinacoteche del Kunstareal
GeneratedGenerated

Open the walk

Davanti a te c'è una villa gialla con logge, balaustre e un giardino all'italiana: sembra trasportata di peso dalle colline di Firenze. Accanto, quasi a farle da contrappunto, un volume moderno rivestito di tubi metallici color oro.

Era la casa di Franz von Lenbach, il 'principe dei pittori' della Monaco di fine Ottocento, il ritrattista di Bismarck, dell'imperatore Guglielmo I e di papa Leone XIII. Da giovane Lenbach aveva passato anni in Italia a copiare i grandi maestri per un collezionista, il conte Schack. Quando si fece costruire la villa, tra il 1887 e il 1891, chiese all'architetto Gabriel von Seidl uno stile rinascimentale toscano. Un pittore bavarese che voleva abitare in una villa fiorentina.

Oggi però la gente viene qui per tutt'altro: il Cavaliere Azzurro, der Blaue Reiter. Nel 1911 Vasilij Kandinskij e Franz Marc diedero vita a Monaco a questo gruppo che cambiò la pittura: colori liberati dalla realtà, forme che diventano musica, cavalli blu e montagne viola. Dentro trovi i cavalli di Marc, le prime astrazioni di Kandinskij, i paesaggi di Gabriele Münter, le opere di August Macke e di Paul Klee.

E tutto questo esiste grazie a una donna. Gabriele Münter era stata per anni la compagna di Kandinskij. Quando lui partì, lei custodì nella sua casa di Murnau decine di sue tele, e durante il nazismo, quando quella pittura era bollata come 'arte degenerata', le tenne nascoste in cantina. Nel 1957, per il suo ottantesimo compleanno, regalò tutto alla città: più di novanta dipinti di Kandinskij, centinaia di disegni, e molte opere sue.

Se entri, alza gli occhi nell'atrio: dal soffitto pende un enorme vortice di cerchi colorati e specchi, un'opera di Olafur Eliasson installata quando il museo riaprì dopo l'ampliamento, nel 2013. Ora esci, e cammina verso est lungo il lato nord della grande piazza che si apre lì accanto: il primo tempio che incontri, con le colonne ioniche, è la Gliptoteca.

Nearby stories