Basilica di Santa Maria Novella: la facciata dei Rucellai e la cappella Tornabuoni
Why is it significant?
Mettiti davanti alla facciata di Santa Maria Novella e cerca la fascia sotto il timpano: c'è una lunga scritta in latino, e lungo il fregio si ripete il disegno di una vela gonfiata dal vento. La scritta dice che Giovanni Rucellai fece fare quest'opera nel 1470.
Key Facts
| Place | Basilica di Santa Maria Novella: la facciata dei Rucellai e la cappella Tornabuoni |
|---|---|
| Address | Piazza di Santa Maria Novella 18, 50123 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77420, 11.24940 |
| Part of Walk | Firenze dei Medici: da San Lorenzo a Santa Maria Novella, banchieri diventati principi |
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Mettiti davanti alla facciata di Santa Maria Novella e cerca la fascia sotto il timpano: c'è una lunga scritta in latino, e lungo il fregio si ripete il disegno di una vela gonfiata dal vento.
La scritta dice che Giovanni Rucellai fece fare quest'opera nel 1470. Mercante ricchissimo, Giovanni affidò il completamento della facciata a Leon Battista Alberti, che compì un piccolo miracolo di equilibrio. Tenne la parte bassa medievale, con gli archetti gotici e le tombe di famiglia, e ci costruì sopra un tempio classico fatto di quadrati e cerchi, con due grandi volute ai lati per nascondere il dislivello tra la navata centrale e quelle laterali. Quelle volute, copiate poi su centinaia di chiese in tutta Europa, nascono qui.
La vela è il simbolo dei Rucellai, e non è un dettaglio innocente. Nel 1466 Bernardo, il figlio di Giovanni, sposò Nannina de' Medici, la sorella di Lorenzo il Magnifico. Da allora, nelle decorazioni dei Rucellai, accanto alla vela compaiono anche gli anelli con il diamante dei Medici. Era il modo fiorentino di fare politica dinastica: non con le corone, che ancora nessuno osava portare, ma con i matrimoni, gli stemmi e le facciate.
Dentro, la basilica è un'antologia della pittura fiorentina. C'è la Trinità di Masaccio, uno dei primi dipinti costruiti con la prospettiva matematica, e c'è il grande crocifisso dipinto da un Giotto giovanissimo. Dietro l'altare maggiore c'è la cappella Tornabuoni, affrescata dal Ghirlandaio e dalla sua bottega, dove in quegli anni faceva l'apprendista un ragazzino di nome Michelangelo. Giovanni Tornabuoni, zio di Lorenzo il Magnifico, pagò le storie della Vergine e del Battista, e il pittore le riempì di ritratti di famiglia e di gentildonne vestite all'ultima moda, come una rivista mondana del Quattrocento.
Qui si fermò anche la storia europea: nel 1439 il convento ospitò il papa durante il Concilio di Firenze, che Cosimo il Vecchio aveva fatto di tutto per portare in città. Ora girati verso la piazza. È lunga, aperta, con due obelischi di marmo. Attraversala fino al lato opposto, sotto il portico basso con i medaglioni di terracotta smaltata: lì scopriremo a cosa servivano quegli obelischi.