Tempio Romano di Cordova e Foro Provinciale
Why is it significant?
Ammirate la possente piattaforma rialzata su cui svettano le colonne corinzie in marmo bianco del Tempio Romano di Cordova, riemerse nel 1951 durante i lavori di ampliamento del vicino palazzo municipale.
Key Facts
| Place | Tempio Romano di Cordova e Foro Provinciale |
|---|---|
| Address | Calle Claudio Marcelo 29, 14002 Cordoba, Spain |
| Geo Coordinates | 37.88500, -4.77700 |
| Part of Walk | La Mezquita-Cattedrale e lo Splendore Califfale: Da Piazza della Corredera all'Alcázar |
| Generated | Generated |
Ammirate la possente piattaforma rialzata su cui svettano le colonne corinzie in marmo bianco del Tempio Romano di Cordova, riemerse nel 1951 durante i lavori di ampliamento del vicino palazzo municipale. Eretto a metà del primo secolo dopo Cristo sotto il principato di Claudio e ultimato in epoca domizianea, questo grandioso tempio esastilo pseudoperiptero dominava il foro provinciale della Baetica romana, affacciandosi strategicamente sulla via che conduceva alla valle del Guadalquivir. Le sue colonne scanalate, alte oltre nove metri e coronate da sontuosi capitelli corinzi scolpiti nel marmo della vicina Sierra de los Santos, celebravano il culto imperiale divinizzato e la supremazia politica della colonia. Gli archeologi hanno ricostruito parte del colonnato originario, offrendo una visione scenografica indimenticabile nel tessuto urbano contemporaneo. I maestri costruttori romani scelsero questa posizione elevata per rendere visibile il tempio da molte miglia di distanza lungo la pianura del Guadalquivir, affermando l'autorità imperiale di Roma su tutta la fertile provincia.
Esaminate il massiccio basamento in pietra locale conosciuto come opus quadratum: gli ingegneri romani costruirono enormi muri di contenimento per compensare il dislivello della collina, creando terrazzamenti artificiali capaci di reggere il peso di centinaia di tonnellate di travertino e marmo lunense. I blocchi dell'altare sacrificale antistante la scalinata conservano tracce delle canalette di scolo per le libagioni rituali, dove i sacerdoti officianti celebravano solenni sacrifici in onore degli dei tutelari della colonia e della famiglia dei Cesari.
Il tempio disponeva di un ingegnoso sistema di cisterne idrauliche sotterranee che raccoglievano l'acqua piovana dalla trabeazione per alimentare le fontane monumentali del foro e le terme patrizie adiacenti.
Sfiorate con la vista i dettagli degli intagli marmorei: le foglie d'acanto scolpite dagli scalpellini italici conservano ancora solchi nitidi dopo duemila anni di storia.
Proseguite verso ovest scendendo leggermente fino a raggiungere la vivace e centrale Piazza delle Tendillas.