Casa de las Cabezas e Vicolo dei Sette Archi
Why is it significant?
Arrestatevi davanti alla sobria facciata in pietra di Casa de las Cabezas, una delle dimore storiche più affascinanti e cariche di leggende nere di tutta Cordova.
Key Facts
| Place | Casa de las Cabezas e Vicolo dei Sette Archi |
|---|---|
| Address | Calle Cabezas 18, 14003 Cordoba, Spain |
| Geo Coordinates | 37.88180, -4.77850 |
| Part of Walk | La Giudecca e la Memoria Sefardita: Dalla Porta di Almodóvar a Piazza del Potro |
| Generated | Generated |
Arrestatevi davanti alla sobria facciata in pietra di Casa de las Cabezas, una delle dimore storiche più affascinanti e cariche di leggende nere di tutta Cordova. L'edificio, le cui origini risalgono al periodo califfale con successivi rifacimenti nel Basso Medioevo e nel Rinascimento, si sviluppa attorno a quattro cortili interni lastricati e a una complessa rete di cantine con volte a botte d'epoca romana e araba. La casa è indissolubilmente legata alla tragica leggenda dei Sette Infanti di Lara, cantata nei poemi epici castigliani: secondo la tradizione, in questa dimora fu tenuto prigioniero il nobile Gonzalo Gustioz dal generale musulmano Almanzor nel decimo secolo. I cortili interni della dimora mostrano colonne di reimpiego romane, pavimentazioni in ciottoli di fiume policromi e vecchi pozzi d'acqua piovana coperti da grate di ferro battuto secentesche.
Osservate lo stretto passaggio che fiancheggia l'edificio, conosciuto come Calleja de los Arquillos: sette piccoli archi in mattoni uniscono le pareti delle case soprastanti, dove secondo la macabra leggenda Almanzor fece appendere per vendetta le teste mozzate dei sette giovani figli di Gonzalo inviategli dai campi di battaglia della Castiglia. Il racconto dei Sette Infanti di Lara divenne uno dei temi più amati della poesia cavalleresca spagnola, ispirando ballate popolari, romanzi in versi e drammi teatrali del Secolo d'Oro rappresentati nei teatri di corte.
Al di là dell'intensa narrazione leggendaria, il palazzo conserva nel sottosuolo un autentico bagno privato ebraico o miqveh per l'immersione rituale, oltre a un ingegnoso mulino domestico per le farine dell'epoca mudéjar. La visita alle sale storiche consente di immergersi nella vita quotidiana dell'aristocrazia medievale andalusa, tra arredi d'epoca in noce massiccio, arazzi fiamminghi e ceramiche da mensa rinascimentali.
Scendete con lo sguardo lungo l'acciottolato buio del vicolo degli archetti: il silenzio delle pareti evoca ancora i canti dei menestrelli medievali andalusi.
Pochi passi verso sud-est lungo Calle Pedro López vi porteranno nella minuscola e profumata Calleja del Pañuelo.