Bebelplatz e l'Opera di Stato

Why is it significant?

Sei al centro di una vasta piazza lastricata, chiusa da edifici monumentali: a sinistra l'Opera di Stato con il suo portico di colonne, sul fondo la cupola verde di una chiesa rotonda, a destra un palazzo dalla facciata curva che i berlinesi chiamano il Comò.

Key Facts

PlaceBebelplatz e l'Opera di Stato
AddressBebelplatz, 10117 Berlin, Germany
Geo Coordinates52.51650, 13.39380
Part of WalkBerlino prussiana: da Unter den Linden all'Isola dei Musei, sulle tracce degli Hohenzollern
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Sei al centro di una vasta piazza lastricata, chiusa da edifici monumentali: a sinistra l'Opera di Stato con il suo portico di colonne, sul fondo la cupola verde di una chiesa rotonda, a destra un palazzo dalla facciata curva che i berlinesi chiamano il Comò. In mezzo, quasi invisibile, una lastra di vetro nel selciato.

Questa piazza fu il sogno di Federico il Grande appena salito al trono, nel 1740: un Forum Fridericianum, un foro alla romana dedicato alle arti e al sapere. L'architetto Knobelsdorff costruì per lui l'Opera, inaugurata nel dicembre 1742, ancora incompiuta, con un'opera in italiano: Cleopatra e Cesare di Carl Heinrich Graun. Per decenni a Berlino si cantò soprattutto in italiano, con cantanti fatti venire dall'Italia, e si racconta che il re, flautista appassionato, seguisse le recite leggendo la partitura alle spalle del direttore.

La chiesa rotonda è la cattedrale cattolica di Sant'Edvige, voluta dal re protestante per i nuovi sudditi cattolici della Slesia appena conquistata: un piccolo Pantheon in terra prussiana. E il Comò, la Vecchia Biblioteca reale, riprende un progetto di Fischer von Erlach per la Hofburg di Vienna. Così, in una sola piazza, Roma e Vienna si danno appuntamento sotto il cielo del Brandeburgo.

Ora guarda la lastra di vetro. La sera del 10 maggio 1933 studenti nazisti e uomini delle SA ammassarono qui migliaia di libri presi dalle biblioteche e li diedero alle fiamme: Heine, Marx, Freud, Tucholsky, Erich Kästner, che assisteva tra la folla al rogo delle proprie opere. Goebbels parlò davanti al fuoco. Sotto il vetro, l'artista israeliano Micha Ullman ha creato nel 1995 una biblioteca sotterranea di scaffali bianchi e vuoti, con posto per circa ventimila volumi.

Accanto, una targa riporta una frase di Heinrich Heine scritta più di un secolo prima: là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini. E l'Opera? Distrutta due volte, dal fuoco e dalle bombe, ricostruita, chiusa per un lungo restauro e riaperta nel 2017. Adesso prosegui verso sud, verso la piazza più elegante di Berlino.

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