Parc de la Ciutadella: dalla fortezza al Parlamento
Why is it significant?
Ora sei in mezzo al verde: palme, viali di ghiaia, anatre sul laghetto, gente che fa picnic sul prato o prova i passi di una danza. E davanti a te c'è un palazzo di gusto classico, ordinato e un po' austero: è il Parlament de Catalunya.
Key Facts
| Place | Parc de la Ciutadella: dalla fortezza al Parlamento |
|---|---|
| Address | Parc de la Ciutadella, s/n, 08003 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.38800, 2.18870 |
| Part of Walk | Barcellona segreta: dalla Barcino romana al Born, tra Gotico e Ribera |
| Generated | Generated |
Ora sei in mezzo al verde: palme, viali di ghiaia, anatre sul laghetto, gente che fa picnic sul prato o prova i passi di una danza. E davanti a te c'è un palazzo di gusto classico, ordinato e un po' austero: è il Parlament de Catalunya. Difficile credere che qui, per un secolo e mezzo, ci fosse la costruzione più odiata della città.
La Ciutadella, la cittadella voluta da Filippo V, era una fortezza a stella con cinque bastioni, costruita dopo il 1714 con i cannoni puntati non verso il mare, ma verso le case. Per i barcellonesi era il simbolo della sconfitta e della sorveglianza. Per generazioni chiesero di abbatterla, e solo nel 1869, dopo una rivoluzione e un cambio di governo, il generale Prim cedette il terreno alla città.
Il luogo della paura diventò un parco, disegnato dal capomastro Josep Fontserè, e nel 1888 ospitò la prima Esposizione Universale di Barcellona. Fu il momento in cui la città si mise in vetrina davanti al mondo, e l'Arc de Triomf di mattoni rossi, in cima al viale alberato poco più a nord, era la porta d'ingresso dell'esposizione. Da quella festa nacque l'energia che avrebbe riempito di modernismo i nuovi quartieri.
Della vecchia fortezza sopravvissero pochissimi edifici: la cappella, il palazzo del governatore e l'arsenale. Proprio l'arsenale, trasformato prima in palazzo reale e poi in museo, ospitò il Parlamento catalano nel 1932 e, dopo la lunga pausa della dittatura, di nuovo dal 1980. È un rovesciamento perfetto: dove si custodivano le armi per tenere a bada la città, oggi siedono i deputati che la rappresentano. E poco più in là c'è la grande Cascada, la fontana monumentale a cui lavorò da studente un giovane assistente di Fontserè: Antoni Gaudí.
E così finisce il cammino. Hai cominciato davanti a una porta romana e chiudi davanti a una fortezza che non c'è più. In mezzo, duemila anni di una città che è stata colonia, capitale di re mediterranei, quartiere di mercanti, città assediata e città ostinata. Siediti su una panchina, guarda le palme muoversi nel vento, e lascia che Barcellona, per una volta, ti racconti il suo silenzio.