Rondò della Forca e Memoria delle Esecuzioni

Why is it significant?

Sostate al grande incrocio circolare del Rondò della Forca, all'intersezione tra Corso Regina Margherita, Corso Valdocco e Corso Principe Oddone.

Key Facts

PlaceRondò della Forca e Memoria delle Esecuzioni
AddressCorso Regina Margherita 150, 10122 Turin, Italy
Geo Coordinates45.07800, 7.67500
Part of WalkPorta Susa, Cit Turin e Piazza Statuto: Tra Stile Liberty e Misteri della Cittadella
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Sostate al grande incrocio circolare del Rondò della Forca, all'intersezione tra Corso Regina Margherita, Corso Valdocco e Corso Principe Oddone. In questo luogo cupo e carico di memoria storica sorgeva fino al 1863 il patibolo pubblico di Torino, dove venivano eseguite per impiccagione o decapitazione le condanne a morte sentenziate dal tribunale sabaudo davanti a folle oceaniche di cittadini. I condannati giungevano qui su una carretta carceraria dalle prigioni del Senato scortati dai confratelli della Misericordia, tra cui spiccarono figure straordinarie di santi sociali come san Giuseppe Cafasso, proclamato patrono dei carcerati e dei condannati a morte, e san Giovanni Bosco, che assistevano spiritualmente i moribondi fino all'ultimo respiro sul patibolo. L'ultima esecuzione pubblica ebbe luogo qui nel marzo 1863, prima che il patibolo fosse smantellato definitivamente con l'approvazione del codice penale Zanardelli che abolì la pena di morte nel Regno d'Italia nel 1889. Oggi l'incrocio è dominato dal monumento marmoreo a San Giuseppe Cafasso. Il traffico cittadino contrasta con la gravità della memoria.

Osservate il monumento a San Giuseppe Cafasso eretto nel 1898: il santo è raffigurato nell'atto commovente di abbracciare e confortare un condannato a morte con le catene spezzate ai piedi, immortalando il principio di carità e redenzione umana che caratterizzò la grande stagione della filantropia sociale torinese dell'Ottocento.

San Giuseppe Cafasso accompagnò personalmente al patibolo oltre sessanta condannati a morte, riuscendo a ottenere da tutti loro un pentimento sincero e guadagnandosi l'appellativo popolare di prete della forca.

Notate il quartiere Valdocco che si apre subito a nord dell'incrocio: qui don Bosco fondò nel 1846 il primo oratorio salesiano del mondo per sottrarre i ragazzi di strada alla miseria e alla criminalità minorile.

Scendete verso sud-est lungo Via San Dalmazzo per raggiungere la storica e solenne Chiesa di San Dalmazzo.