Largo Montebello e Quartiere Bohemien di Vanchiglia
Why is it significant?
Sostate nell'ampio e alberato slargo pedonale di Largo Montebello, cuore pulsante dell'antico borgo di Vanchiglia.
Key Facts
| Place | Largo Montebello e Quartiere Bohemien di Vanchiglia |
|---|---|
| Address | Largo Montebello 1, 10124 Turin, Italy |
| Geo Coordinates | 45.07080, 7.69800 |
| Part of Walk | La Mole Antonelliana, i Murazzi e la Gran Madre: Lungo il Po fino alla Collina |
| Generated | Generated |
Sostate nell'ampio e alberato slargo pedonale di Largo Montebello, cuore pulsante dell'antico borgo di Vanchiglia. Racchiuso tra il corso del Po e la Dora Riparia, questo rione fu originariamente un territorio paludoso bonificato nell'Ottocento per accogliere mulini ad acqua, filatoi di seta, concerie e le prime botteghe di falegnami e fabbri. La conformazione triangolare delle vie e i palazzi a ringhiera con cortili alberati riflettono il passato operaio e popolare del borgo, che a partire dagli anni Duemila ha vissuto una straordinaria rigenerazione urbana diventando uno dei poli bohémien e creativi più dinamici di Torino. Qui designer, scultori, sarti artigiani e giovani registi indipendenti hanno aperto atelier in ex officine meccaniche, creando una vibrante osmosi con le storiche latterie e i mercati rionali. I tavolini all'aperto dei bistrot offrono vermut artigianale e birre piemontesi sotto l'ombra di platani secolari. La vita di quartiere conserva una genuina autenticità comunitaria.
Alzate lo sguardo verso la celebre Fetta di Polenta all'angolo tra Corso San Maurizio e Via Giulia di Barolo: questo bizzarro edificio trapezoidale progettato nel 1840 da Alessandro Antonelli misura ventisette metri di lunghezza ma appena cinquantaquattro centimetri nel punto più stretto, una prodezza strutturale gialla costruita per scommessa dall'architetto novarese.
Il nome Vanchiglia deriva probabilmente da vanciglia, termine dialettale che indicava i banchi di sabbia e ghiaia alluvionale lasciati dalle piene del Po e della Dora, dove i lavandai torinesi stendevano i panni al sole fino al tardo Ottocento.
Notate i ballatoi in ferro battuto che corrono sui prospetti interni delle case: qui le famiglie operaie condividevano lavatoi e momenti di festa, una solidarietà rionale che si respira ancora oggi negli eventi culturali di strada. Nelle serate estive la piazza si anima di concerti acustici spontanei e mostre d'artigianato locale sotto i grandi rami frondosi.
Pochi passi verso sud lungo Via Guastalla vi porteranno nella caratteristica Piazza Santa Giulia.