Schönfeldwiese: il parco del conte Rumford

Why is it significant?

Eccoti sul grande prato della Schönfeldwiese: erba a perdita d'occhio, alberi secolari ai margini, gente che legge, dorme, gioca a pallone... e d'estate qualcuno che prende il sole senza costume, perché in alcune zone del parco Monaco tollera da decenni il nudismo, con una disinvoltura che…

Key Facts

PlaceSchönfeldwiese: il parco del conte Rumford
AddressEnglischer Garten, 80538 München, Germany
Geo Coordinates48.14750, 11.58650
Part of WalkMonaco di Baviera verde: il Giardino Inglese e le rive dell'Isar
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Eccoti sul grande prato della Schönfeldwiese: erba a perdita d'occhio, alberi secolari ai margini, gente che legge, dorme, gioca a pallone... e d'estate qualcuno che prende il sole senza costume, perché in alcune zone del parco Monaco tollera da decenni il nudismo, con una disinvoltura che sorprende molti visitatori.

Ma come è nato tutto questo? Da un americano. Benjamin Thompson era nato nel 1753 nel Massachusetts; durante la rivoluzione americana si schierò con il re d'Inghilterra, dovette lasciare il paese e finì al servizio dell'elettore di Baviera, Carlo Teodoro. Qui riorganizzò l'esercito e l'assistenza ai poveri, e quando ricevette il titolo di conte scelse il nome Rumford, quello della cittadina del New Hampshire dove aveva vissuto da giovane.

Fu lui a proporre di trasformare le riserve di caccia lungo l'Isar in un giardino per i soldati, e poi in un parco aperto a tutti. Nel 1789 arrivò il decreto. Il disegno fu affidato al giardiniere Friedrich Ludwig von Sckell, che creò un paesaggio all'inglese: prati ondulati, boschetti, ruscelli che sembrano naturali e non lo sono affatto. Fu uno dei primi grandi parchi pubblici d'Europa pensati non per una corte, ma per la gente.

E Rumford non si fermò lì. Nell'arsenale di Monaco, osservando la foratura delle canne dei cannoni, notò che il metallo continuava a scaldarsi senza fine, e ne dedusse che il calore non è una sostanza ma una forma di movimento: un'intuizione importantissima per la fisica. Inventò una zuppa nutriente ed economica per i poveri, che porta ancora il suo nome, e migliorò i camini perché non riempissero le case di fumo.

Finì perfino per sposare, a Parigi, la vedova del grande chimico Lavoisier: un matrimonio burrascoso, finito dopo pochi anni. Ora attraversa il prato verso nord-est e sali sulla collinetta: in cima c'è il tempietto da cui si gode il panorama più famoso di Monaco.

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