Ghetto Ebraico e Via dell'Inferno

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Inoltratevi nello stretto e suggestivo intrico di vicoli del Ghetto Ebraico di Bologna, imboccando Via dell'Inferno, l'asse principale dell'area di reclusione istituita nel 1556 dalla bolla pontificia Cum nimis absurdum emanata da papa Paolo IV Carafa.

Key Facts

PlaceGhetto Ebraico e Via dell'Inferno
AddressVia dell'Inferno 16, 40126 Bologna, Italy
Geo Coordinates44.49580, 11.34600
Part of WalkLa Città Dotta: Via Zamboni, l'Università e l'Eredità Scientifica di Bologna
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Inoltratevi nello stretto e suggestivo intrico di vicoli del Ghetto Ebraico di Bologna, imboccando Via dell'Inferno, l'asse principale dell'area di reclusione istituita nel 1556 dalla bolla pontificia Cum nimis absurdum emanata da papa Paolo IV Carafa. Per quasi quarant'anni, fino alla definitiva cacciata della comunità ebraica decretata nel 1593 da papa Clemente VIII, centinaia di famiglie ebraiche bolognesi furono costrette a risiedere esclusivamente all'interno di questo perimetro rigidamente delimitato, i cui varchi venivano sbarrati al tramonto da pesanti cancelli di ferro sorvegliati da guardie pontificie. Alzando lo sguardo tra le case torri altissime e scure, si notano i caratteristici ponticelli aerei in legno e muratura che scavalcavano i vicoli, costruiti per consentire agli abitanti di spostarsi rapidamente da un'abitazione all'altra senza scendere a livello della strada durante le ore di coprifuoco notturno. Nonostante la dolorosa segregazione imposta dalle autorità pontificie, la comunità seppe preservare una straordinaria dignità spirituale e una ricchezza culturale che hanno lasciato un impronta indelebile nella storia civile di Bologna.

Osservate la targa commemorativa al civico 16: qui sorgeva l'antica sinagoga del ghetto, il cuore pulsante della vita spirituale, culturale ed economica della comunità ebraica felsinea, rinomata in tutta Italia per la perizia dei suoi banchieri, stampatori di testi ebraici e illustri medici chirurghi. La sinagoga fu saccheggiata e distrutta dopo la cacciata del 1593, ma la memoria della sua fede rimane scolpita tra queste pietre medievali.

Il nome cupo di Via dell'Inferno non ha un'origine demoniaca: secondo la tradizione popolare derivava dal rumore assordante e dal fumo denso prodotto dai laboratori artigianali di fabbri e ramai attivi nel vicolo prima dell'istituzione del ghetto.

Notate la vertiginosa pendenza dei tetti: le famiglie ampliavano gli alloggi costruendo sopraelevazioni precarie per compensare la gravissima mancanza di spazio vitale nel rione.

Risalite verso est lungo Via Zamboni per concludere il percorso davanti all'Oratorio di Santa Cecilia.